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Le Prigioni Nuove

Le prigioni nuove

Le prigioni nuove

L’ Edificio

Le prigioni nuove sono, come potete vedere, possenti, massicce ed incutono timore, fatte di blocchi massicci di marmo e pietra d’Istria. Vi invito a guardare le doppie inferriate e le sbarre infisse nella muratura per le quali non si è ancora riuscito a capire la modalità di montaggio.

Il palazzo è stato costruito nel 1500 per creare una prigione maggiormente salubre per i detenuti e spostare alcune funzioni giudiziarie da palazzo Ducale con il quale sarà connesso attraverso il famosissimo Ponte dei Sospiri, realizzato agli inizi del  1600 sostituendo i precedenti collegamenti realizzati in legno.  La connessione con il Palazzo Ducale era  testimonianza di quanto ne fosse parte integrante per lo svolgimento delle funzioni giudiziarie. Questo è il primo esempio, in Europa, della costruzione di un palazzo esclusivamente destinato a funzioni giudiziarie e di detenzione.

La costruzione delle prigioni nuove venne affidata allo stesso architetto che realizzò il ponte di Rialto, Antonio da Ponte, a testimonianza dell’ importanza della struttura che si veniva a realizzare.  All’ interno del palazzo ci sono diversi corridoi molto stretti e le relative celle suddivise in aree diverse a seconda della gravità dei delitti e del censo, un area era destinata alle donne ed una ad infermeria, vi erano poi i saloni dove si amministrava la giustizia affidata a dei Magistrati specializzati, i Signori della Notte.

In oltre, l’ ampissimo portico fungeva da rifugio, durante la notte, per un gran numero di mendicanti e diseredati che vivevano a Venezia.

 

Le condizioni dei carcerati e delle celle nelle prigioni

I carcerati vivevano in condizioni molto difficili, anche se, per quell’epoca erano tra le migliori. Vi era una apposita magistratura per la gestione del carcere, il costante controllo di un medico con una apposita infermeria e la sistematica visita di un prete incaricato di dare conforto ai prigionieri. Purtroppo queste attenzioni non erano sufficienti, la condizione carceraria rimaneva molto difficile all’interno delle prigioni per chi era incarcerato per scontare la pena o chi era in attesa di giudizio.

Il principale problema erano le condizioni igieniche dovute al sovraffollamento delle celle, la sporcizia e l umidità. Tali condizioni igieniche facevano proliferare malattie di tutti i tipi aggravate dalla presenza di molti insetti e topi che erano un vero tormento per il carcerato. Molto spesso la carcerazione era una condanna a morte visti i bassissimi tassi di sopravvivenza in ambienti così malsani.

I prigionieri dormivano su un tavolaccio, avevano un secchio lurido per i loro bisogni, l odore che pervadeva i locali era terribile, periodicamente durante l’ anno le celle venivano lavate con aceto e calce viva.

Il medico del carcere aveva l’ obbligo della visita quotidiana e prescrivere i farmaci, se il carcerato non poteva permettersi le medicine queste venivano pagate dallo stato.

 

Cosa mangiavano i carcerati

I carcerati ricevevano 2 pani da mezzo kg giornalmente e del vino, successivamente il pane fresco fu sostituito dal pan biscotto, lo stesso che veniva utilizzato a bordo delle Galee.

Alle feste per le elezioni del Doge o di importanti magistrati, venivano migliorati i pasti; a Carnevale c’ era l’ usanza di tagliare la testa ad un toro, la carne del quale veniva redistribuita ai carcerati.

Vi erano inoltre le varie confraternite di beneficenza che si preoccupavano di dare conforto ai carcerati, viste le loro miserrime condizioni, che provvedevano ad integrare circa 2 volte alla settimana con brodo ed un po’ di carne la dieta dei prigionieri.

Il vino era uno degli alimenti principali della dieta del carcerato, i carcerieri spesso erano pagati dai carcerati per procurare del vino; per un certo periodo nel cortile delle prigioni c’ era un chiosco per la mescita del vino per i carcerati che potevano permetterselo.

I carcerati, giornalmente, incatenati con una botticella potevano andare a prendere tutti insieme, sotto il controllo delle guardie, l’ acqua dal pozzo nel cortile delle prigioni.

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